Il Ristorante La Rambla è lieta di invitarvi a visitare LE CIAMPATE DEL DIAVOLO.
| Una intera serata dedicata al sito dalla trasmissione Voyager clicca sul logo per vedere il servizio |
Maggiori dettagli ed informazioni dirette, le troverete presso il nostro ristorante a 10 minuti dal sito paleontologico.
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Una passeggiata su orme umane
risalenti a 385mila anni fa. Italiani e non, semplici turisti o veri
appassionati della preistoria provenienti da tutto il mondo potranno
vivere questa esperienza visitando la zona più nota come le «Ciampate
del Diavolo». Si tratta di un sito paleontologico tra Tora e Piccilli,
in località Foresta (Caserta)
La scoperta risale al 2003,
le orme che per anni erano state definite come opera del “diavolo”
dalle credenze popolari, sono impresse sulla superficie di una
colata piroclastica del vulcano di Roccamonfina, in
località Foresta, nel comune di Tora e Piccilli
Le impronte umane sono state datate
tra i 385000 e i 325000 anni fa, periodo in cui in
Europa risiedeva l’Homo Heidelbergensis, un
antenato di Homo Neanderthaliensis.
Si suppone che le orme siano state
impresse quando la massa lavica era ancora calda e non completamente
solidificata, la loro conservazione è stata possibile grazie ai
flussi piroclastici intervenuti in seguito.
Le orme più evidenti sono associate a
tre piste che scendono un ripido pendio. Le tracce impresse
evidenziano una deambulazione completamente bipede con
l’utilizzo delle braccia solo in fase di appoggio e riequilibrio in
settori a forte pendenza. Le orme che hanno una dimensione
di 24-25 centimetri, dovevano appartenere a individui alti circa un
metro e mezzo, considerando però che l’Homo Heidelbergensis aveva
un’altezza media di 175 centimetri, è lecito supporre che le tracce
siano state impresse da dei bambini, magari
incuriositi dall’eruzione vulcanica, oppure che in Campania vivevano
individui relativamente bassi di H. Heidelbergensis.
Le impronte si presentano allungate,
mostrano un arco plantare sollevato, conservano inoltre tracce del
tallone e delle dita. L’età, le rende uniche nel panorama
delle tracce fossili umane del nostro continente, seconde al mondo
dopo quelle rinvenute recentemente nella località di Ileret in Kenya
e risalenti a 1,5 milioni di anni fa ( le piste di Laetoli,
che risalgono 3,6 milioni di anni fa appartengono invece alla specie
delle australopitecine).
Le piste di Tora e Picilli, sono
inoltre l’unico caso al mondo in cui siano
impresse sia le tracce dei piedi sia quelle delle mani,
utilizzate queste ultime per equilibrarsi su un perdio difficile e
accidentato.
Da ottobre 2007, il
sito Paletnologico è visitabile; l’intera area è stata
recintata per garantire un facile accesso ai visitatori, intorno vi
sono numerosi sentieri che si dipanano fino al borgo di Foresta.
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| Certamente da non perdere in una giornata a spasso per la natura, è la cascata di Conca della Campania. Un magnifico tuffo d'acqua, che in passato veniva canalizzato per alimentare i molteplici mulini sviluppatosi lungo il percorso del fiume. E' possibile visitare anche i mulini alimentati dalla forza dell'acqua e le canalizzazioni realizzate nel dirupo per veicolare l'acqua da un mulino a quello più a valle. Tutto questo nel cuore della città di Conca della Campania. |
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